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A un secolo dalla morte omaggio a Piero Gobetti

Piero Gobetti, nato il 19 giugno 1901, era un giovane intellettuale, un editore intraprendente e fu martire antifascista. Viene ricordato a un secolo dalla morte, era il 15 febbraio 1926, dallo storico Giovanni Capurso nel libro “Prodigiosa giovinezza” edito da Progedit. Attraverso un recupero accurato delle fonti archivistiche l’autore ripercorre le tappe della breve, ma intensa vita: la prima formazione, le frequentazioni con i principali intellettuali dell’epoca, gli interessi per il meridionalismo e il proletariato di fabbrica e la sua tragica morte. Penna pungente, scopritore di talenti e antifascista tenace e intransigente, Piero Gobetti è stata una figura singolare nella storia politica e culturale italiana. Il lavoro certosino di Capurso ci mostra una personalità capace ancora di dialogare con i grandi temi del presente. La vita pubblica di Gobetti durò appena sette anni. Eppure, come scrisse Norberto Bobbio, si trattò di una “prodigiosa giovinezza”. Il giovane intellettuale, partendo dalla sua Torino proletaria, seppe leggere meglio di altri i grandi mutamenti in atto nel dopoguerra e intuire i pericoli legati all’avvento del fascismo come “autobiografia della nazione”. Giovanni Capurso – saggista, storico meridionalista ed esponente del movimento pacifista – attraverso un attento riesame degli scritti e delle fonti archivistiche, evidenzia alcuni aspetti del pensiero gobettiano che fino a oggi non sono stati abbastanza evidenziati dagli storici. Come l’interesse per la “questione meridionale”, nato dalla conoscenza di Gaetano Salvemini e del gruppo degli unitari, e come l’approfondimento della sua attività editoriale fino al nuovo progetto, dopo le ripetute vessazioni del prefetto e la definitiva chiusura del giornale “La Rivoluzione Liberale”, di respiro europeo in Francia.