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Neppure San Gennaro lasciano in pace i ladri

Un fedele come tanti altri, tra la folla che gremisce il Duomo di Napoli. L’uomo si è messo in fila come gli altri per potersi avvicinare all’altare della Cappella dedicata al patrono di Napoli e, come fanno in molti, ha teso la mano per toccare il busto di San Gennaro.

Purtroppo, non per farsi il segno della croce ma per rubare la mitra, il copricapo vescovile in argento dorato, capolavoro dell’oreficeria napoletana, ricoperto di diamanti, rubini e smeraldi. Fortunatamente il custode ha immediatamente dato l’allarme e, grazie a un lavoro congiunto tra le pattuglie dell’esercito e il nucleo radiomobile dei carabinieri, il ladro è stato subito acciuffato.

Non proprio un colpo grosso come nel film del 1966 “Operazione San Gennaro”, diretto da Dino Risi e con Nino Manfredi e Totò. L’autore del furto solitario dovrà rispondere di tentato furto aggravato.

La mitra di San Gennaro è stata realizzata nel 1713 dall’orafo Matteo Treglia. Pesa 18 kg ed è ricoperta da 3.964 gemme, che simboleggiano la fede, il sangue del martire e la conoscenza.

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