La plastica: risorsa o problema?
In Italia, ogni anno migliaia di tonnellate di plastica monouso vengono immesse nel mercato, utilizzate per pochi minuti e poi smaltite. Eppure, se correttamente raccolta e riciclata, potrebbe trasformarsi in beni durevoli, utili e resistenti. Con l’ottenimento di due importanti risultati: la riduzione dell’impatto ambientale e il lancio dell’idea che riciclare è uno stile di vita.
La plastica riciclata può essere trasformata in panchine solide, cartellonistica resistente, arredi urbani vari, strutture per parchi e scuole e in molti altri prodotti destinati a durare nel tempo. Queste soluzioni non solo valorizzano un materiale altrimenti destinato allo smaltimento, ma contrastano l’obsolescenza per la facilità di sostituzione. In pratica, non serve alcuna manutenzione.
Nonostante le potenzialità, il settore del riciclo della plastica vive una fase critica.
Il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica (COREPL) insieme all’Associazione italiana Cultura Sport (AiCS), attenta ai temi ambientali, denunciano da tempo che il comparto è sotto pressione a causa dell’aumento dei costi energetici, della concorrenza da parte della plastica vergine a basso costo proveniente da Paesi extra UE.
Il risultato è un paradosso. Riciclare costa di più che produrre plastica nuova, scoraggiando le imprese e rallentando la transizione verso un’economia circolare reale.
La ricetta proposta dagli ambientalisti si articola in queste due azioni chiave: favorire produzioni mirate e utili; introdurre compensazioni e correttivi di mercato “Per invertire la rotta è necessario un impegno congiunto tra istituzioni, imprese e cittadini – spiega Andrea Nesi, responsabile ambiente di AiCS -. Serve, inoltre, una strategia nazionale che renda la plastica riciclata economicamente vantaggiosa, oltre che ambientalmente necessaria.
