La voce degli ultimi raccolta in versi
“I deliri di Parthenope” è prima di tutto un libro di poesie. Dedicato alle storie degli ultimi: tossici, prostitute, alcolizzati e tutti quelli che vivono ai margini. L’autrice, Sofia Scotto Di Carlo, ha deciso di non girarsi dall’altra parte e di prendere in mano, idealmente, i destini di persone accomunate dallo stesso destino.
Poi, in seconda battuta, può essere considerato uno scrigno. Dentro il quale si nasconde lo stesso leitmotiv di “Via del Campo”, la celebre canzone di Fabrizio De Andrè. Nelle cui note è ricordato a noi tutti che, se dai diamanti non può nascere nulla, al massimo una breve e intesa emozione in chi li riceve, dal letame nascono i fiori. La vita.
Sofia Scotto Di Carlo ha scelto di dare voce a chi non ha voce. A chi, per il fiato corto a causa del disagio, non ha la forza di urlare per farsi sentire. A chi ha smesso di parlare, perché tanto nessuno ha voglia di ascoltare.
“Il titolo è ispirato alle nostre origini – spiega l’autrice -. Nella nostra tradizione, noi discendiamo dalla sirena Parthenope, che ho chiesto fosse presente nella copertina del libro”.
