Voltarsi dall’altra parte o finire in ospedale
Ormai, funziona così. Se si sceglie di non voltarsi dall’altra parte e si interviene per difendere qualcuno in difficoltà, non è così remota l’ipotesi di finire gambizzati in ospedale. A Napoli, e in certi quartieri più che in altri, nell’ipotesi che la coscienza invogli ad intervenire, occorre mettere in conto di poter finire al pronto soccorso.
I contorni e la dinamica della sparatoria di San Giovanni a Teduccio, quartiere orientale della città, un tempo operaio oggi ad alta densità criminale, inizialmente accostato all’agguato di matrice camorristica di via Foria, sono adesso chiari.
I tre uomini, padre e due figli, feriti alle gambe da colpi di pistola esplosi dalla stessa persona, devono essere apparsi allo sguardo truce del criminale di turno, come un grave affronto. La loro colpa? Aver difeso una donna dalle molestie di un ragazzino, semplicemente chiedendogli di smettere. Il “poppante” sedicenne, desiste e si arrende? Ma per carità. In questo luogo e in questo tempo, intervenire si paga caro. Egli, corso a casa, ha reclamato “vendetta” dal padre.
Ecco ricostruiti movente e dinamica del triplice ferimento. Guarda caso, minorenne e maggiorenne sono già noti alle forze dell’ordine, che sono adesso sulle loro tracce.
