Comuni a rischio infiltrazioni, Bicchielli della Commissione antimafia a Campania 24
Rispondendo alle domande del giornalista Vincenzo Mele nel corso della puntata odierna di Campania 24, il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Pino Bicchielli ha affrontato il tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali.
Dieci comuni monitorati per possibili infiltrazioni
Attualmente sono circa dieci i comuni della provincia di Napoli monitorati dalla Prefettura per possibili condizionamenti mafiosi. Tra questi figurano anche Sorrento e Castellammare di Stabia, mentre Torre Annunziata, Marano di Napoli e Poggiomarino risultano già sciolti per infiltrazioni mafiose.
Il vicepresidente della Commissione Antimafia ha spiegato che vengono effettuati controlli preventivi sulle candidature prima delle elezioni, ma ha evidenziato come sia necessario valutare anche la storia amministrativa e criminale dei territori. «Il fenomeno non può essere considerato limitato all’hinterland napoletano», ha osservato, sottolineando che il rischio di infiltrazioni riguarda l’intera Campania.
Attenzione alta su Sorrento e Castellammare
Sui casi di Sorrento e Castellammare di Stabia resta alta l’attenzione delle istituzioni dopo le verifiche svolte dalle commissioni d’accesso nominate dal Ministero dell’Interno. Per Bicchielli, la sfida passa attraverso il rafforzamento dei controlli, della trasparenza amministrativa e delle politiche educative rivolte ai più giovani, per sottrarli all’influenza della criminalità organizzata.
Cresce l’allarme per la criminalità minorile
Nel corso della diretta, Bicchielli ha richiamato l’attenzione sui dati illustrati dal prefetto di Napoli Michele di Bari che evidenziano una crescente presenza di minori coinvolti in episodi di violenza e contesti criminali. Tra il 2024 e il 2025 i minori arrestati per omicidio sono passati da 2 a 8, di cui 6 in contesti mafiosi, mentre gli arresti per tentato omicidio sono aumentati da 14 a 17, con 13 episodi riconducibili alla criminalità organizzata.
Secondo Di Bari, i social network incidono in maniera significativa sulla devianza giovanile, alimentando modelli di comportamento che spesso sfociano in episodi di estrema violenza. L’onorevole Bicchielli ha inoltre sottolineato come sempre più giovani, e sempre più piccoli, frequentino le piazze dell’area metropolitana fino a tarda notte, evidenziando la necessità di rafforzare le attività di prevenzione.
Un’attenzione particolare andrebbe fatta nei confronti dei genitori spesso assenti nella vita dei giovanissimi. In questo contesto è stato richiamato anche il Decreto Caivano, considerato uno degli strumenti messi in campo per contrastare il fenomeno.
Manuela Bottiglieri
