Ischia, il paradiso tradito
L’isola verde è da sempre uno dei gioielli del Mediterraneo. Paesaggi mozzafiato, promontori che scivolano nel mare e vigneti che raccontano una tradizione antica. Eppure, accanto a tanta bellezza, continua a resistere una ferita aperta: l’abusivismo edilizio.
L’ultimo intervento delle forze dell’ordine a Ischia dimostra quanto il problema sia ancora radicato. Un fenomeno che negli anni ha trasformato pezzi di territorio e che, troppo spesso, è stato tollerato o ignorato fino a diventare emergenza. A intervenire sono stati i carabinieri della stazione locale, impegnati in controlli serrati nel territorio del comune di Barano d’Ischia, proprio mentre l’isola si prepara ad accogliere i visitatori del periodo pasquale. Le verifiche hanno riguardato in particolare la zona panoramica di Montegatto, conosciuta anche per il suggestivo Sentiero delle Baie, un percorso naturalistico che attraversa vigneti, querce e fichi d’India, meta di escursionisti e turisti da tutto il mondo. Qui i militari, con il supporto dell’ufficio tecnico comunale e della polizia municipale, hanno scoperto un vasto intervento edilizio realizzato senza autorizzazioni.
Decisivo è stato l’utilizzo dei droni
Veri e propri occhi elettronici che hanno consentito di osservare dall’alto l’intera area e documentare l’estensione dei lavori. Dall’analisi delle immagini è emerso un quadro impressionante. In un’area di circa 12mila metri quadrati erano stati realizzati dieci manufatti abusivi, cinque dei quali ancora allo stato grezzo. A questi si aggiungono sessanta metri lineari di muri di contenimento, terrazzamenti pavimentati, tettoie, pergolati, sbancamenti ed estrazioni di roccia che hanno modificato profondamente l’assetto del terreno. L’intera area è stata posta sotto sequestro perché sottoposta a rigidi vincoli paesaggistici e ambientali. Secondo gli investigatori, i lavori avrebbero provocato una trasformazione significativa dell’orografia del territorio, alterando l’equilibrio naturale di un contesto di grande valore. Il proprietario del terreno, un imprenditore locale, è stato denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di abusivismo edilizio e violazione delle normative urbanistiche e paesaggistiche. Il sequestro è stato poi convalidato dalla Procura di Napoli.
Le responsabilità che nessuno ammetterà mai
Episodi come questo raccontano però solo una parte della storia. L’abusivismo a Ischia non nasce dal nulla. È il risultato di decenni di tolleranze, sanatorie e scelte politiche spesso miopi. Per anni si è costruito dove non si sarebbe dovuto costruire, spesso chiudendo un occhio – o entrambi – pur di ottenere consenso elettorale. Case nate tra vigneti, muri spuntati su pendii fragili, terrazzamenti che hanno cambiato il volto del paesaggio. Il prezzo di queste scelte lo paga oggi il territorio. Basta ricordare le tragedie provocate dal dissesto idrogeologico che negli ultimi anni hanno colpito l’isola, quando la natura ha presentato il conto. Ischia resta una delle mete più affascinanti d’Italia. Un luogo dove la natura ha disegnato scenari unici e dove turismo, agricoltura e paesaggio dovrebbero convivere in equilibrio.
Proprio per questo servono controlli sempre più efficaci, come quelli effettuati con i droni, ma anche una nuova cultura della tutela del territorio. Non basta intervenire quando il danno è fatto: serve prevenzione, sensibilità e soprattutto il coraggio di dire no. Perché difendere Ischia significa difendere la sua identità. E un paradiso non può diventare, mattone dopo mattone, la vittima del proprio successo.
Manuela Bottiglieri
