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Quando l’ospedale San Giovanni Bosco era nelle mani del clan

Magari pensavano di averla fatta franca. Del resto di tempo ne è passato. Ma la scure della legge è arrivata ugualmente e con severità. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia a proposito delle influenze del clan Contini sull’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Sono quattro le persone arrestate e, tra i destinatari c’è anche un avvocato. Dalle indagini, che hanno preso le mosse dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, emerge un quadro avvilente. Le mani della camorra affondano, violente e senza alcun rispetto nei corrido, nelle stanze e, persino, nella gestione di area ristoro e parcheggio riservato ai familiari dei ricoverati. Secondo le accuse, il clan avrebbe controllato bar, buvette e distributori automatici senza autorizzazioni e senza versare canoni all’Asl. Inoltre, attraverso un’associazione attiva nel settore delle ambulanze, con la complicità di personale sanitario e parasanitario, sarebbero stati garantiti ricoveri in violazione delle procedure, certificazioni mediche false al fine di ottenere scarcerazioni e trasporti di salme. Il tutto in barba alla legge. Bastava che il clan ordinasse. Emergono, persino, truffe ai danni di compagnie assicurative. Con l’appoggio di medici e professionisti compiacenti, o sotto minaccia, si simulavano incidenti stradali, con falsi testimoni e predisposte perizie false per ottenere i risarcimenti.