Federico II, il Decamerone diventa un podcast
Presentato il podcast Il Decameroncino di Federico II, realizzato dagli studenti di quindici scuole superiori di Napoli e provincia insieme agli allievi di F2 RadioLab, nell’ambito del programma F2 Cultura. Le novelle del Decameron di Boccaccio in una moderna veste, rilette attraverso i nuovi linguaggi di comunicazione quali i podcast. A dare nuova vita al grande classico della letteratura italiana l’iniziativa promossa e realizzata dall’Università degli Studi di Napoli Federico II in occasione delle celebrazioni per i 650 anni dalla morte di Giovanni Boccaccio (1313-1375). Un percorso, realizzato nell’ambito del programma federiciano F2 Cultura, che ha preso il via un anno fa e che ha visto la sua conclusione con la presentazione al Cinema Academy Astra dei lavori degli studenti di alcune scuole superiori di Napoli e provincia. “Con questa giornata – ha detto la prorettrice dell’Ateneo e coordinatrice di F2 Cultura, Angela Zampella – celebriamo la capacità degli studenti delle scuole superiori di dare nuova vita alle novelle del Decameron di Boccaccio ed è l’esempio di come poter ridare vita, utilizzando strumenti tecnologici avanzati, a grandi classici che diventano ancor più immortali. Questi lavori mostrano il grande entusiasmo dei ragazzi e anche la straordinaria professionalità con cui sono stati realizzati i lavori”. Quindici, complessivamente, i lavori realizzati e presentati dagli studenti di ciascuna scuola che hanno adattato una novella rielaborandola in una presentazione di tre minuti, poi trasformata in una traccia audio. “Con questo percorso – ha spiegato il professore di Letteratura Italiana Giancarlo Alfano, promotore del progetto – abbiamo voluto celebrare questo importante anniversario dalla morte del grande poeta con un’iniziativa che ha visto la partecipazione della radio d’Ateneo, F2 Radio Lab, e il coinvolgimento delle scuole”. Il podcast rappresenta un esempio concreto di come i linguaggi contemporanei possano dialogare con i grandi classici, rendendo attuale e accessibile un patrimonio culturale senza tempo. “E’ un’iniziativa interessante – ha sottolineato Andrea Mazzucchi, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II – ed è un modo intelligente per garantire la sopravvivenza dei nostri classici: il Decameron è un testo straordinario e capace di sollecitare corde molto diverse, ma è necessario che, come per tutti i classici che siano traghettati nell’oggi e, pertanto, utilizzare e contaminare un classico con i nuovi mezzi di comunicazione è un’occasione straordinaria per provare a garantire sopravvivenza alla nostra memoria culturale”. Sono state proiettate parti scelte del film “Il Decameron” di Pier Paolo Pasolini, opera fondamentale della cinematografia italiana e rilettura audace del capolavoro di Giovanni Boccaccio. La visione è stata accompagnata da un’introduzione della professoressa Anna Masecchia, docente di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali presso il Dipartimento SAGAS dell’Università degli Studi di Firenze.
