Terra dei fuochi: dalla verità alla giustizia
A un anno dalla Sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) sulla Terra dei Fuochi, il Comitato per la dignità e per la vita ritiene che non ci sia altro tempo da perdere. “La decisione della Corte europea non richiede poteri straordinari, ma la piena attivazione dei poteri ordinari delle istituzioni e delle agenzie pubbliche, in modo sufficiente, sistematico, coordinato e strutturato – si legge in un comunicato -. A fronte di una rendicontazione puntuale dell’azione commissariale del gen. Vadalà, resta, invece, poco chiaro quanto la storica inerzia dell’azione pubblica stia effettivamente lasciando spazio a cambiamenti concreti”. Tra le cose che non vanno, denuncia il Comitato, c’è il non avere destinato neppure un euro alla salute di chi vive ogni giorno accanto ai rifiuti tossici. “Eppure ciò che serve è urgente e vitale: un ticket ambientale per garantire visite gratuite, analisi del sangue per individuare le sostanze nocive e un sostegno concreto alle famiglie ferite da anni di incuria – spiega Luigi Costanzo, presidente del Comitato per la Dignità e per la Vita e medico di base che da anni lavora nella Terra dei fuochi -. Non basta punire se non si cura. Non basta reprimere se non si previene”. L’obiettivo è quello di evitare che la sentenza resti sulla carta e di favorirne l’attuazione nei territori. Con un richiamo alle responsabilità delle amministrazioni e un appello alle altre forme di partecipazione civica. In questo quadro si colloca l’invio di una lettera a tutti i novanta comuni della Terra dei fuochi, per sollecitare un’assunzione esplicita di responsabilità sul controllo dei fattori ambientali, la sorveglianza sanitaria e l’informazione alla popolazione, con il supporto tecnico di ARPAC e ASL, nonché una vigilanza condivisa sull’autorizzazione di nuovi impianti e sul funzionamento di quelli già in attività. In particolare, con riferimento al trattamento e allo stoccaggio dei rifiuti. A fine gennaio a Scampia, nel corso dell’assemblea costituente del Forum civico. “Per la tutela della vita e la rigenerazione dei territori”, è stata letta la lettera alle comunità coinvolte. “Il Forum si propone come presidio democratico per il monitoraggio continuo dell’attuazione della sentenza, aperto a tutti e in particolare a quanti vorranno farsi, nei propri territori, interlocutori attivi delle amministrazioni locali circa l’attuazione di quanto indicato nella lettera”, hanno dichiarato gli organizzatori.