ZES Unica in Campania, non vinca la burocrazia
Luigi Carfora, presidente di Confimi Industria Campania, ha rivolto un appello al presidente della Regione Campania Roberto Fico affinché la ZES Unica diventi uno strumento pienamente funzionante, capace di sostenere concretamente gli investimenti e la competitività del sistema produttivo regionale. “La ZES Unica – afferma Carfora – non è soltanto una misura di agevolazione fiscale. È nata, prima di tutto, come strumento di semplificazione amministrativa, per garantire tempi certi, procedure rapide e un percorso chiaro per chi decide di investire”. Su questo terreno emergono le principali criticità. Lo Sportello Unico Digitale ZES, integrato nella piattaforma Impresa in un giorno, non opera nei fatti come uno sportello realmente unico. Come risulta dalla documentazione ufficiale, numerosi procedimenti restano esclusi dall’Autorizzazione Unica ZES; le SCIA e i titoli assimilati continuano a seguire iter ordinari presso i SUAP comunali; molte autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e tecniche restano frammentate tra più enti; la Conferenza di Servizi rimane necessaria e i tempi continuano a dipendere dalle singole amministrazioni coinvolte. “Questo significa – sottolinea Carfora – che l’impresa non dispone oggi di un percorso amministrativo realmente unitario e prevedibile. La digitalizzazione, se non accompagnata da una semplificazione sostanziale, non riduce la burocrazia né il rischio amministrativo”. In questo contesto, il numero delle domande presentate per accedere al credito d’imposta ZES non può essere assunto come indicatore automatico del successo della misura. Carfora ha chiesto anche una riduzione della soglia minima di investimento ammissibile, oggi fissata a 200.000 euro, portandola almeno a 100 mila euro. “L’attuale limite – conclude il presidente di Confimi Industria Campania – esclude una quota rilevantissima delle imprese campane, soprattutto micro e piccole imprese, che investono per step, con progetti incrementali ma strategici”.
