Spesa, a Napoli inflazione da record
A dicembre il caro alimenti si è spinto a Napoli fino al 4%. Mentre l’indice generale dei prezzi al consumo si attesta all’1,8%, valore in linea con le altre città. Per l’Istat, i prodotti alimentari e le bevande hanno registrato un’impennata su base annua, tra dicembre 2024 e dicembre 2025. Facendo registrare il dato più alto in Italia. Inoltre, l’indice generale dei prezzi al consumo nel capoluogo, pur essendo nella media italiana, ha un impatto più pesante su famiglie e consumatori per i redditi medi più bassi. Tra i rincari più evidenti nei generi alimentari figurano carne ovina e caprina (+2,3%), interiora e frattaglie (+2,7%), frutti di mare (+2,1%), yogurt (+1,7%), verdura (+1,5%), cacao (+2%), alimenti per bambini (+3,2%) e birra (+2,5%). In dodici mesi aumentano anche abbigliamento e calzature (+2,9%), spese sanitarie (+2,3%), altri beni e servizi (+3,8%). Non considerati nel “carrello”, ma con effetti pesanti sulle famiglie, c’è il gasolio per riscaldamento che segna un +4,8%. In su anche i voli nazionali, che costano quasi il 42% in più rispetto al 2024. In Campania la spesa mensile delle famiglie si aggira sui duemila e duecento euro. Fino al 27% è destinato all’alimentazione, contro una media nazionale del 19%.
