Napoli incoronata città meno cara d’Italia, sarà vero?
In un’Italia alle prese con il caro vita, l’inflazione e i rincari che sembrano non dare tregua, Napoli si prende una piccola ma significativa rivincita. Secondo l’indagine Codacons di fine 2025, il capoluogo risulta, infatti, la città meno cara d’Italia per il costo complessivo di beni e servizi di uso quotidiano. Un dato che fa sicuramente sorridere, soprattutto se confrontato con realtà come Milano, dove la spesa media per lo stesso paniere sfiora i 600 euro, contro i circa 369 euro di Napoli. Una differenza che pesa sul bilancio familiare e che restituisce l’immagine di una città ancora accessibile, nonostante le difficoltà.
Quanto costa davvero vivere a Napoli?
L’indagine Codacons non si limita alla spesa alimentare, ma fotografa la vita quotidiana: prodotti di base, servizi alla persona, piccoli costi che fanno la differenza mese dopo mese. E anche qui Napoli si difende bene: dal parrucchiere al dentista, passando per cinema e servizi domestici, molti prezzi restano sotto la media nazionale. Non a caso, anche sul fronte della spesa alimentare Napoli si piazza sul podio delle città più convenienti, seconda solo a Catanzaro. Riempire dispensa e frigorifero costa meno rispetto a molte città del Nord, dove i prezzi, Bolzano su tutte, risultano decisamente più elevati.
Costi più bassi, ma non è tutto rosa e fiori
Detto questo, sarebbe poco onesto raccontare solo una parte della storia. È vero che al Sud e a Napoli la vita costa meno per molti beni e servizi, ma è altrettanto vero che alcune spese incidono più che altrove. Un esempio su tutti è la Tari, la tassa sui rifiuti. In Campania (e a Napoli in particolare) il costo medio annuo per famiglia risulta più alto rispetto a molte città del Nord, superando spesso i 400 euro. In alcune realtà settentrionali, la stessa tassa può fermarsi intorno ai 280-300 euro. Una differenza legata a vari fattori: sistemi di raccolta meno efficienti, costi di gestione più elevati, carenza di impianti sul territorio. Un paradosso tutto italiano, per cui in alcune città del Sud si paga di più, per un servizio che non sempre è percepito come migliore.
Tangenziale e pedaggi: un costo nascosto
C’è poi un’altra voce che pesa sul quotidiano dei napoletani, ossia la tangenziale a pagamento.
Un costo che in molte città del Nord non esiste o è compensato da alternative gratuite più diffuse. Per chi vive e lavora nell’area metropolitana di Napoli, il pedaggio diventa una spesa ricorrente, spesso inevitabile, che incide sul bilancio mensile.
Il quadro complessivo
Mettendo tutto insieme, il quadro che emerge è chiaro: Napoli resta la città più economica d’Italia secondo Codacons, soprattutto per il costo della vita quotidiana, dei servizi alla persona e della spesa alimentare. Un primato che ha un valore concreto per famiglie, giovani e pensionati. Allo stesso tempo, però, alcune voci di spesa locali – come Tari e mobilità – riducono in parte questo vantaggio. Una buona notizia che va letta fino in fondo. In un Paese dove il divario Nord-Sud viene spesso raccontato solo in termini di difficoltà, questo dato offre una lettura diversa, ossia che Napoli resiste, e lo fa mantenendo un costo della vita più umano rispetto a molte grandi città italiane. Con qualche ombra, però, ma anche con una certezza: qui, nonostante tutto, vivere costa ancora meno e oggi, non è affatto un dato da poco.
Manuela Bottiglieri
