Il festival dedicato all’architettura napoletana
Dal 3 al 5 ottobre torna Open House Napoli, il Festival dell’Architettura che apre gratuitamente le porte della città, alla scoperta di spazi pubblici e privati di straordinario valore architettonico, urbanistico e storico, spesso non accessibili. Oltre quattrocento volontari – architetti, docenti, studenti, artisti, progettisti e semplici appassionati – saranno impegnati nelle visite alla scoperta del patrimonio architettonico di Napoli. Sono previsti centocinquanta appuntamenti con tour, percorsi urbani, eventi, talk e il nuovo “Villaggio OHN Kids”, uno spazio creativo interamente dedicato a bambini. Evento nell’evento: “Luigi Cosenza 120”, nel solco della lezione del grande maestro del Novecento napoletano. Un viaggio suggestivo dal centro alle periferie, all’insegna di un racconto completo sul passato, sul presente e sul futuro della città. Per rafforzare il senso di appartenenza, stimolare alla cura degli spazi urbani e incoraggiare i cittadini a diventare protagonisti nel dibattito sulla trasformazione urbana.
Il programma
Il vasto programma accosta luoghi iconici e nuove scoperte, con più di quaranta esperienze inedite. Nella ricorrenza dei 120 anni della sua nascita, una sezione è dedicata a Luigi Cosenza (1905-1984), il progettista, urbanista, docente e uomo politico che, da Napoli e dal Sud, ha attraversato il Novecento con opere annoverate tra i più alti esempi della scuola di architettura italiana, che definiscono ancora oggi l’identità della città. Tra le novità, sono diverse le residenze che aprono le porte per la prima volta. Alla Casa a Villa Ascarelli, nel gioiello Liberty di via Palizzi di Adolfo Avena, il piano nobile viene reinterpretato in chiave contemporanea senza tradire le preesistenze storiche. La Casa Giardino al Calascione, affacciata sul mare da Monte di Dio, propone interni sinuosi costruiti attorno alla linea curva, simbolo di un’abitazione dinamica e immersa nel paesaggio. La Casa a Corso Vittorio Emanuele, in uno dei palazzi più rappresentativi di Errico Alvino, trasforma l’eleganza ottocentesca in spazi di sobria raffinatezza, mentre la Casa C_T in via Salvator Rosa, all’interno di un ex monastero seicentesco, racconta la vitalità di Napoli attraverso un interior design attualissimo e informale. Nella centralissima Casa DAC23 travi lignee, balconate ottocentesche e arredi su misura accostano con equilibrio memoria e modernità; mentre a Posillipo Casa NM18 gioca con marmi, legni e dettagli preziosi, unendo fluidità spaziale ed eleganza senza tempo guardando il mare.
Il patrimonio storico e religioso
Accanto ai tantissimi esempi già in programma da anni, l’edizione 2025 porta nuove eccellenze. In primo piano Palazzo Corigliano, sede più prestigiosa dell’Università L’Orientale, con il celebre Cabinet del Duca, raffinato studiolo rococò ornato da specchi, intagli e dorature. Tra le novità del patrimonio religioso spicca l’Arciconfraternita dei bianchi dello Spirito Santo, tra le più antiche istituzioni confraternali della città, che custodisce una straordinaria Terra Santa ipogea impreziosita da un pavimento maiolicato. Di eccezionale rilievo anche la Fondazione Real Monte Manso di Scala, istituita nel 1608 a sostegno dei giovani nobili decaduti, che custodisce un notevole patrimonio d’arte nella sua peculiare chiesa settecentesca collocata al terzo livello – esempio unico di spazio ecclesiale a un piano alto – in sovrapposizione diretta alla Cappella Sansevero. Nel programma non mancano gli “evergreen”, i luoghi più amati dai visitatori. Tra i grandi giacimenti del sapere: quelli negli spazi storici, come la BUN – Biblioteca Universitaria di Napoli a Mezzocannone e la Sede Centrale dell’Archivio di Stato; e altri in architetture del tardo Novecento, come la Palazzina Uffici Cnr Stems di Massimo Pica Ciamarra, progettata negli anni Ottanta con un’attenzione precoce alla sostenibilità. Imperdibili l’elegante Sede Acen a Palazzo Ruffo della Scaletta, con lo spettacolare scalone ottagonale decorato da stucchi in altorilievo, o l’NH Napoli Panorama nel grattacielo firmato da Stefania Filo Speziale, prima architetta di Napoli oggi al centro di una notevole riscoperta critica. Da consigliare anche le due sedi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale: la Sezione San Luigi, affacciata sul mare di Posillipo e recentemente restaurata, e la Sezione San Tommaso d’Aquino di Alberto Izzo (anni Sessanta), con la sua riconoscibile guglia triangolare che scolpisce il profilo della collina di Capodimonte. Moderno e imponente anche il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco a Poggioreale, costruito negli anni ’80 post-terremoto, tra i più rilevanti esempi italiani di impiego dell’acciaio per strutture antisismiche. Ma non dimentichiamo le visite fuori città, in particolare con l’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum, sede del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Luigi Vanvitelli e al Complesso Monumentale del Belvedere di S. Leucio in provincia di Caserta.
Le stazioni dell’arte
Un capitolo sempre fondamentale, in collaborazione con le aziende del trasporto ANM e EAV, riguarda il ricco patrimonio della mobilità. Tra le varie proposte di ANM, piena conferma per l’apprezzatissimo tour nelle tre nuove stazioni dell’arte di Chiaia – Monte Di Dio, San Pasquale e Arco Mirelli e all’ascensore di Monte Echia. EAV, in aggiunta alla stazione di Monte Sant’Angelo recentemente inaugurata, condurrà tra le infrastrutture in costruzione in periferia e nella città metropolitana, con i cantieri delle stazioni Di Vittorio – Capodichino, Miano – Regina Margherita, Baia e Pozzuoli. Torna anche la riflessione sulla “city” napoletana con il percorso Il Centro Direzionale, arricchito da una prima assoluta: la possibilità di ammirare la città da una prospettiva aerea unica, dalla sommità della Torre Avalon presso gli uffici del Gruppo Guerri, azienda di riferimento nel settore dell’Efficientamento energetico e delle Comunità energetiche rinnovabili e main partner di Open House Napoli 2025. Un legame profondo unisce l’azienda al Centro Direzionale, che da sempre ne ospita la sede principale, al punto da farsi promotrice di un’azione di riqualifica del verde nel quartiere, proponendosi per “adottare” le aiuole del viale centrale e restituire dignità ad un’area della città troppo a lungo trascurata.
