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A Pompei dieci donne in scena, tra storia e mito

Sarà l’attrice Manuela Mandracchia, in scena con il musicista Stefano Saletti, a svelare venerdì 5 settembre il primo personaggio del progetto teatrale inedito “Pompeii. Vox Feminae. Le parole segrete delle donne”, che accompagna e amplifica il racconto della mostra “Essere donna nell’Antica Pompei”, visitabile fino al prossimo 31 gennaio nella Palestra Grande. Nella Villa di Arianna, a Castellammare di Stabia, protagonista è proprio lei, Arianna, figlia di Minosse, abbandonata da Teseo sull’isola di Nasso. Un racconto di dolore e rabbia, che però si trasforma in rinascita, dove da Mito Arianna diventa donna contemporanea.  “In questa percorso – spiega il regista e curatore Fabio Cocifoglia -, lo spazio archeologico non è solo la cornice, ma è corpo vivo del racconto: le rovine parlano, le pareti affrescate riflettono il silenzio di Arianna e il suo grido, la sua forza”. Un’altra figura femminile di grande energia e fascino, questa volta un personaggio storico e non un mito, è Giulia Felice interpretata da Loredana Piedimonte, affiancata dal musicista Massimo Cordovani, nel Teatro Piccolo di Pompei sabato 6 settembre. Donna libera e imprenditrice nella Pompei del I secolo, incide nel silenzio della storia romana il suo nome e la sua libertà come atto politico. Si oppone alle leggi, al pudore femminile imposto, al modello della moglie ideale e muta. Prima di ogni spettacolo è prevista una breve visita didattica a cura de Le Nuvole teatro arte scienza, che illustrerà le caratteristiche e la storia dei luoghi che ospitano le performance. “Pompeii. Vox Feminae. Le parole segrete delle donne” è un programma teatrale nei luoghi della Grande Pompei, prodotto dal centro di produzione teatrale Casa del Contemporaneo, realizzato nell’ambito di “ESOPOP, storie in festival”, progetto del Parco Archeologico di Pompei per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo, promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura. La drammaturgia e la regia degli spettacoli sono affidate a Fabio Cocifoglia e Rosario Sparno, i costumi sono di Giuseppe Avallone. La foto di Antonio Biasiucci (Manto, deposito Palazzo Ducale Mantova 2019. Credit Fondazione Pam) gentilmente concessa dall’autore, è stata scelta come immagine del progetto e sintetizza con grande forza l’idea e le ispirazioni dietro i racconti.