Ricordare Isabella Mastrilli per celebrare tutte le donne
Un evento organizzato da Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus e Comune di Marigliano, per celebrare la Festa della Donna. Un percorso storico che si snoderà in due incontri, tra Marigliano e Napoli, nel nome di Isabella Mastrilli, figura straordinaria di cultura, spessore spirituale ed emancipazione femminile che s’impose con la sua vivacità intellettuale e la sua personalità in un tempo non certo favorevole al protagonismo delle donne. Si comincia a Marigliano, sabato 7 marzo alle ore 10, con una visita guidata al Palazzo Ducale della famiglia Mastrilli. Il tema sarà la vita della duchessa Isabella Mastrilli e la storia della sua famiglia attraverso gli ambienti del palazzo: ad articolarlo saranno racconti storici, documenti, stemmi, mappe, lettere e ritratti del tempo. Studenti e studentesse, in abiti d’epoca, daranno vita a una scena vivente, ricreando le atmosfere e i gesti della vita quotidiana a corte, mentre alcuni momenti di narrazione emotiva restituiranno voce e presenza a Isabella attraverso testi ispirati alla sua vita e alla condizione femminile tra XVI e XVII secolo. Domenica 8 marzo, a partire dalle ore 11, l’evento si sposterà a Napoli, nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Qui il tema, incentrato su Isabella Mastrilli tra Memoria e Misericordia, sarà affrontato con un percorso storico e spirituale nei diversi ambienti del Complesso Monumentale di Purgatorio ad Arco. Un itinerario per riflettere, attraverso Isabella e la sua dimensione spirituale, sul contesto storico, culturale e religioso tra XVI e XVII secolo, sulla figura delle donne nobili, sulla memoria e sul ruolo femminile come custode di identità e pietas.
Chi era Isabella Mastrilli
Isabella fu unica figlia di Marcello, duca di Marigliano, e di Giulia Alberini dei principi di Cimitile, ricoprì diverse cariche, tra cui quella di duchessa di Roccarainola, di Marigliano e di Casamarciano. Unica erede del casato dei Mastrilli, ad appena dodici anni dovette sposare Don Mario Giovanni Mastrilli, suo parente, per salvaguardare il casato. Fu tra le nobildonne più colte e brillanti del suo tempo, conoscitrice di diverse lingue: nella sua casa si riunivano i letterati che nel 1733 avrebbero dato vita all’Accademia degli Oziosi, fece stampare nel 1703 la sua commedia il Prodigio della bellezza e scrisse diverse poesie, firmandosi con lo pseudonimo di Elinda Zalea. Partecipò al Portico della Stadera, un circolo di intellettuali napoletani, con il nome di Odorica Acconcio e fondò l’Accademia di Marigliano. Fu benefattrice di chiese e istituzioni religiose e contribuì alla vita artistica e religiosa di Marigliano, dove promosse il rinnovamento della Collegiata. Nel suo testamento istituì un fondo destinato ai maritaggi delle primogenite della famiglia, con l’intento di garantire continuità alla casata. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Marigliano, dove morì nel 1761. I suoi funerali furono celebrati solennemente a Napoli e fu sepolta nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, nella quale aveva istituito nel 1742 il diritto di sepoltura (foto di Luigi Spina). Il suo sepolcro si trova nel presbiterio della chiesa, ove è ubicata la lapide da lei stessa dettata.
