Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Galleria Principe di Napoli, finalmente il cantiere della rinascita

Sono partiti i lavori di restauro della Galleria Principe di Napoli, uno dei luoghi simbolo del centro storico, crocevia tra Museo Archeologico Nazionale e via Pessina. L’avvio del cantiere segna un passaggio atteso da anni e arriva al termine di una complessa operazione preliminare di bonifica e messa in sicurezza, necessaria per restituire dignità architettonica e funzionale a uno spazio che da tempo versava in condizioni critiche.

La messa in sicurezza

L’intervento riguarda il primo lotto di lavori già affidato all’impresa esecutrice e comprende la facciata su via Pessina, il porticato antistante il Museo Archeologico, la facciata su via Broggia e le scale di accesso alla Galleria. Proprio lo stato di degrado dei porticati e delle aree di ingresso aveva finora reso impossibile l’installazione del cantiere, rallentando l’avvio del restauro vero e proprio. Nei giorni precedenti all’apertura del cantiere, l’area è stata liberata dalle impalcature di protezione montate a seguito della caduta di calcinacci avvenuta nel 2023. È stato durante queste operazioni che è emersa una situazione di forte criticità: tra le strutture provvisorie e le scale di ingresso erano state accumulate diverse tonnellate di rifiuti, trasformando uno spazio monumentale in un luogo di grave emergenza igienico-sanitaria.

Tra degrado urbano ed emergenza sociale

Materassi, assi di legno, cartoni, indumenti e suppellettili di vario genere costituivano un vero e proprio accampamento di fortuna, utilizzato da persone senza fissa dimora che avevano trovato riparo tra le impalcature. Un quadro che ha reso necessario un intervento articolato, capace di tenere insieme le esigenze di decoro urbano con quelle, imprescindibili, di assistenza sociale. Prima della rimozione dei materiali, il personale specializzato di Napoli Servizi ha effettuato una sanificazione completa dell’area, viste le precarie condizioni igieniche. Successivamente, gli operatori di Asia hanno provveduto alla raccolta e al conferimento in discarica dei rifiuti ingombranti, caricando due automezzi e smaltendo diverse tonnellate di materiale. La mole dei rifiuti rinvenuti ha reso l’intervento più lungo del previsto, richiedendo più giorni di lavoro continuativo.

Ai senza fissa dimora offerte alternative

Parallelamente alle operazioni di bonifica, le persone senza fissa dimora presenti nell’area sono state assistite dagli operatori sociali dell’Unità di Strada dei Servizi Sociali, in un’azione che ha cercato di evitare approcci esclusivamente repressivi e di offrire supporto a chi vive una condizione di marginalità estrema. All’operazione hanno partecipato anche gli agenti dell’Unità Operativa Investigativa Ambientale ed Emergenze Sociali della Polizia Locale, a conferma della natura multidisciplinare dell’intervento. Un lavoro di squadra che ha coinvolto, oltre ai Servizi Sociali, le società partecipate del Comune e il personale tecnico, sotto il coordinamento del Tavolo Tecnico Permanente per il Decoro Urbano. Quest’ultimo, guidato da Ciro Turiello, è una struttura voluta dall’amministrazione comunale e già attiva da alcuni mesi con l’obiettivo di affrontare in modo sistemico le criticità legate al degrado urbano. Il Tavolo opera mettendo in rete assessorati, servizi comunali, Municipalità e società partecipate, nel tentativo di superare interventi frammentari e di costruire risposte integrate. L’avvio dei lavori alla Galleria Principe rappresenta così non solo un passo concreto verso il recupero di un bene storico, ma anche un banco di prova per una visione più ampia di città, in cui la tutela del patrimonio architettonico si intreccia con le politiche sociali e con la necessità di restituire spazi pubblici sicuri, decorosi e inclusivi. Il restauro della Galleria Principe si inserisce in un percorso più ampio di rigenerazione urbana del centro di Napoli, dove bellezza, fragilità e complessità convivono quotidianamente. Un percorso che, oggi, sembra finalmente aver imboccato la strada dei cantieri aperti e degli interventi concreti.

Manuela Bottiglieri